Artrite reumatoide: una giornata in rosa per conoscerla e curarla meglio

Giovedì, 21 novembre 2013, ore 10.00 – 17.00
Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
Via Alvaro del Portillo 200 – Roma-Trigoria
La campagna di sensibilizzazione Donne per le donne: sguardi di donne sull’artrite reumatoide approda giovedì prossimo, 21 novembre 2013, al Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma (via Alvaro del Portillo 200, Roma-Trigoria). Un evento aperto a tutti, con l’obiettivo di promuovere una cultura della diagnosi precoce e dell’approccio terapeutico multidisciplinare a una malattia che colpisce soprattutto le donne.

Durante tutta la giornata, dalle ore 10.00 alle 17.00, reumatologi, fisiatri, nutrizionisti, psicologi, ortopedici saranno a disposizione delle persone, per rispondere a domande, trasmettere al pubblico informazioni scientifiche e suggerire anche accorgimenti quotidiani utili ad affrontare la malattia. Tra i punti d’informazione anche uno spazio dedicato al make-up artist, perché anche l’aspetto estetico è importante, per contrastare una malattia che può alterare la femminilità e la quotidianità dell’essere donna.

“Il reumatologo è certamente la figura di riferimento per questo tipo di patologia – spiega la Prof.ssa Antonella Afeltra, coordinatrice scientifica dell’evento e responsabile dell’Unità Operativa di Reumatologia del Campus Bio-Medico –. La gestione del percorso terapeutico richiede però, accanto al trattamento farmacologico, un’attenzione a molti altri aspetti tutt’altro che secondari, come lo stile di vita, l’educazione alla corretta attività fisica per salvaguardare il più possibile le articolazioni, un adeguato supporto psicologico, l’intervento ortopedico nei casi in cui sia necessario risolvere chirurgicamente un danno articolare che non risponde più alle cure mediche. Per questo è importante un approccio multidisciplinare al paziente, che non sempre viene tenuto in sufficiente conto”.

L’Artrite Reumatoide è una delle prime cause di disabilità nei Paesi sviluppati. Ha altissimi costi sociali e colpisce nel 75% dei casi le donne. Ne soffrono circa 300mila italiani e si registrano ogni anno oltre 20mila nuovi casi. È una patologia caratterizzata da dolore, che comporta spesso problemi di esclusione sociale, soprattutto in ambito lavorativo, ma che come la maggior parte delle patologie può essere efficacemente contrastata, puntando sulla diagnosi precoce. Grandi progressi sono stati fatti negli ultimi anni su questo fronte anche grazie all’introduzione dei farmaci biologici per il trattamento dei casi resistenti alle terapie tradizionali.

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